Comune di
Raddusa


Membro dell' Unione interprovinciale tra comuni "Corone degli Erei" 

Vai al sito del Comune di Raddusa










    Raddusa

    Raddusa oggi è un centro agricolo di 3.268 abitanti situato a 350 m s.l.m. Le sue attività in passato però furono principalmente due: l’industria dell’estrazione dello zolfo e la coltivazione del grano. Quando, a partire dal primo decennio del 1900, le miniere siciliane, e così anche quelle di Raddusa, cominciarono un lento ma inesorabile declino, l'economia divenne prevalentemente agricola.
    L'etimologia del nome Raddusa appare molto oscura e probabilmente si ricollega ad una radice araba che equivale a Spaccare Pietre e, quindi, per estensione a Cava di Pietra, forse con riferimento alla natura rocciosa del terreno.

    Cenni storici

    Il feudo di Raddusa, dopo alterne vicende, a seguito del matrimonio tra Giovanni Francesco Paternò d’Imbaccari e Vincenza Fessima, il feudo passò definitivamente alla famiglia Paternò, che nel 1810, dopo aver ottenuto la "licentia populandi", vi fondò la nuova terra. Essa, con l’abolizione del feudalesimo, fu aggregata, come frazione urbana, al comune di Ramacca; così fino al 1890, anno in cui fu elevata a comune autonomo.
     
    Cosa puoi visitare
    • La Chiesa madre costruita nel 1850 su progetto dell’architetto Giuseppe Maggiore, apprezzabili gli stucchi e i disegni in stile corinzio.
    • I ruderi della “Torre di Federico”, torre di avvistamento di origine saracena in contrada Giumenta a pochi chilometri dal centro abitato.
    • La Diga Ogliastro: oasi naturale, ricca di flora e fauna, dove si contano circa 2000 volatili di ogni specie.
    • Il museo Nazionale del Tè:
      dove si possono ammirare numerosi reperti legati alla storia del Té, tra cui un esposizione permanente di 500 teiere della città cinese di Yixing e attrezzi per le cerimonie dei Berberi, dei Beduini, degli Etiopi, Iraniani, Inglesi (morning or high tea), Francesi, Singalesi e Birmani.
      Nella sala da tè, dove si entra a piedi scalzi, si possono degustare a seconda della stagione dai 100 ai 150 tipi di tè provenienti da diverse parti del mondo, senza alcuna miscelazione o di aggiunta aromatica, molti dei quali importati direttamente durante i viaggi di ricerca.
    • Il museo del grano e dell’antica civiltà contadina:
      Il Museo offre al visitatore la ricostruzione di antichi ambienti, scorci di vita, di strumenti di lavoro e di usanze del passato attraverso un percorso audio-visivo e pannelli informativi sulla storia del grano, inoltre contiene la riproduzione della Chiesa Madre di Raddusa realizzata con steli di paglia, dal comune di Foglianise (BN). L’ala destra del Museo ospita la ricostruzione degli ambienti interni di un’ antica masseria :
      cucina a vapore, stanza da letto con antico lavatoio, dispensa e forno a pietra .
      L ‘ala sinistra del Museo ospita antichi attrezzi agricoli usati un tempo per la raccolta del grano.

    Le manifestazioni più importanti

    • La “Festa del Grano”, ricostruzione storica della pisatura, sfilata del corteo mitologico, con gruppi folcloristici, e carretti, degustazione della cuccìa, do’ pani cunzatu, da’ pasta di San Giuseppe. 
    • Festa patronale di San Giuseppe che viene festeggiato due volte l’anno: il 19 marzo con l’allestimento degli “altari” (enormi tavolate con numerose pietanze); il 19 settembre in ringraziamento per il raccolto. 
    • Il 24 di aprile Festa del compatrono San Francesco di Paola. 
    • Solenni riti della Settimana Santa con la drammatizzazione di alcune parti della passione di Cristo e un “lamento funebre” di antica tradizione (Venerdì Santo); suggestivo “incontro” tra il Cristo Risorto e la Madonna (domenica di Pasqua). 
    • Il Santo Natale viene realizzato con una rappresentazione del “Presepe Vivente”.
    dummy